70mqdipazzia

I gatti di Cats sono arrivati a Roma

Posted by: carlotta on: 4 Novembre 2009

cats

Tremate gente perché i gatti più famosi del mondo sono arrivati anche nella città eterna.

Cats, nato dal genio Andrew Lloyd Webber (ispirato alle poesie di Thomas Stearns Eliot con aggiunte di Trevor Nunn e Richard Stiloge), andato in scena la prima volta al New London Theater nel West End di Londra l’11 maggio 1981 è arrivato anche da noi attraverso la trasposizione teatrale della Compagnia della Rancia, la principale società di produzione di musical in Italia, in questi giorni in scena al Teatro Sistina di Roma.

Dopo quasi 30 anni questi gatti fanno ancora impazzire le platee di tutto il mondo con le loro storie, i loro balli e i loro splendidi costumi (quante ore ci vorranno per far assomigliare il volto umano a quello di un gatto? pensare che c’è gente che paga oro per averlo sotto l’effetto di un bisturi loro ci mettono qualche ore e solo qualche trucco).

Trama: Come ogni anno i gatti della tribù Jellicle si sono dati appuntamento al chiaro di luna per festeggiare insieme al loro leader Deuteronomio, il quale dovrà scegliere chi tra loro passerà al “Dolce aldilà” per rinascere a nuova vita. I Jellicle si presentano e raccontano la loro storia. Tra di loro c’è anche Grisabella, un tempo gatta affascinate ora reietta del gruppo.

Momento speciale e il più celebrato di tutto lo spettacolo è la canzone Memory interpretata dalla stessa Grisabella (canzone poi ripresa da oltre 100 artisti in tutto il mondo compresa Barbra Streisand).

La messa in scena al Teatro Sistina è splendidamente arrangiata e accurata nei dettagli musicali, con ottimi interpreti e meravigliosi costumi. Purtroppo la parte coreografica manca a tratti di stile e di sintonia tra i vari attori.

Malgrado questa pecca Cats rappresenta una un’ottima interpretazione e opportunità di conoscere e apprezzare il musical che ha fatto storia e continua a mietere vittime feline in ogni parte del globo.

Uomini tremate, i gatti son tornati…MIAO!


Lo spazio bianco

Posted by: carlotta on: 2 Novembre 2009

Lo spazio biancoPasseggiavo e mi dicevo voglio proprio concludere questa settimana con un buon film una sala comoda e 2 ore di attenzione verso uno schermo gigante…e devo dire che ci sono riuscita.

Lo spazio bianco di Francesca Comencini entra nell’animo di ogni donna affrontando un tema vicino a noi e allo stesso tempo lontano.

Maria, interpretata da Margherita Buy, è una donna single ormai non più giovane che rimane incinta dopo una breve relazione. La bambina nasce prematura e i mesi che la separano dalla nascita effettiva saranno i più duri per la madre.

Maria è una donna come se ne possono incontrare molte al giorno d’oggi, è indipendente, è sola ma circondata da persone care che le vogliono bene ma che non sono la sua famiglia.

Maria è una donna moderna che nella vita ha fatto tutto e preteso solo chiarezza…dalla vita stessa.

Ti siedi un giorno e fai conti con quel malessero interiore che si chiamo vuoto e pensi se sia davvero il caso di andare avanti o dire basta.

Un film pesante? Niente affatto, anzi un film che ti mette di fronte a delle scelte e che ti fa sperare (e oggi sperare serve davvero molto). Le donne sono insoddisfatte non dell’essere donne, madri, amanti o figlie, ma di non poter cedere perché se cedi vuol dire3 che non ce l’hai fatta e in questa società se non ce la fai crolli. “Non mollare”, ma non devo mollare cosa la voglia di vivere o la speranza che ci sia altro altro al di fuori di me? Troppe domande forse alla fine questo film mi ha posto di fronte a delle scelte su come procedere.

Margherita è stata ottima nella sua interpretazione, ma forse le vere protagoniste del film sono state le sue mani. Mani calde e avvolgenti, mani poco curate, mani di donna che lavora. Si le mani sono presenti in tutto il film come fossero loro a descrivere le varie scene, i drammi della madre in attesa che sua figlia nasca.

Ci sono sequenze che mi hanno ricordato quei bellissimi film di François Truffaut in cui la telecamera si avvicinava di prepotenza al volto del protagonista come per dire GUARDA ORA. Si uno sguardo è veloce ti deve copire non ci devi arrivare gradualmente è un secondo e il secondo dopo non c’è più.

Lo spazio bianco ti fa riflettere e ti fa sentire donna.

Donne e uomini non sono uguali ricordatevelo sempre e non è solo una questioni di cromosomi.

FarmVille, la droga del potere d’acquisto

Posted by: carlotta on: 30 Ottobre 2009

farmville

Vi ricordate quando da piccoli (almeno quando ero piccola io) c’erano su Rete4 quelle telenovelas in cui si facevano vedere le famose fazendas sudamericane, dove mandriano a torso nudo cavalcavano per km e km, giorno dopo giorno, coltivavano, piantavano, ma soprattutto amoreggiavano co le belle di casa? ( ovviamente erano sempre figlie o del tiranno spocchioso oppure ereditiere dalla vitina sottile).

Vabbè insomma quelle belle fattorie di un tempo dove le signore andava in giro con i cappellini e gli ombrellini bevendo thè tutto il giorno e non facendo nulla.

Il sistema un po’ di Via col vento ovviamente in cui la mitica Rossella O’Hara (alias Vivien Leigh) lottava a denti stretti per mantenere in vita Tara (frase storica: Nessuno mi porterà via Tara – tutto con una carota in mano vorrei sottolineare).

Oggi giorno anche il mondo del web si avvicina alle fazendas e cerca di far divertire il pubblico con storie di carote, maiali, pecore e stelle.

Tutto questo è il mondo di FarmVille ultima stregoneria nata nel mondo di Facebook.

FarmVille non è che l’evoluzione di altri giochi online per gli appassionati dei social network ( vedi Pet Society), di tutti coloro che appena hanno 10 minuti da spendere accendono il pc caricano la pagina inviano regali agli amici poi subito a coltivare la terra.

Ci sono entrata titubante e all’inizio non mi aveva presa perché non capivo le regole del gioco e i suoi meccanismi, ma ora è una specie di droga e di risucchio mentale. Zappo la terra, faccio crescere i fagiolini, compro pecore e staccionate..insomma faccio crescere il mio conto FarmVille.

Conto, conto, conto…ecco la parola che mi risuonava in mente ieri sera mentre vedevo quanto il mio grano era cresciuto. Possibile che anche nel mondo virtuale siamo stati abituati a vedere quanto i nostri soldi fruttino e cosa poi potremmo acquistare senza perdere del tutto il nostro potere d’acquisto?

Non ci posso credere anche nella rete non si fa che parlare di soldi seppur virtuali.

Aumentano i soldi, aumentano i livelli di gioco e cosa contraddistingue un livello dall’altro? Ma ovvio il potere d’acquisto. Più vai avanti più cose potrai comprare (money money money dicevano gli ABBA).

FarmVille insomma è un’istigazione al consumo pesante, una raccolta spasmodica di soldi per comprare e guadagnare ancora e ancora.

Una droga che ha catturato milioni di utenti in tutto il mondo a quanto pare e miete vittime giorno dopo giorno.

Quello che mi chiedo a questo punto è: in Cina secondo voi FarmVille è strutturato solo in campi di riso o si possono coltivare con la massima libertà ogni genere di prodotto?

Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il diavolo

Posted by: carlotta on: 29 Ottobre 2009

Parnassus, l'uomo che voleva ingannare il diavolo

Trama: Il Dottor Parnassus, capo della compagnia teatrale “Imaginarium”, offre al pubblico uno spettacolo irripetibile tramite uno specchio magico. Questo in realtà è un passaggio segreto per monndi fantastici, che risultano essere pilotati dalla mente del dottore stesso. Questa magia è stata “donata” al dottore in seguito al suo incontro secoli prima con il Diavolo in persona, che ha stretto con lui un patto macabro. Al compimento del 16° anno di età della prima figlia del dottore, Valentina, il Diavolo, alias Mr Nick, riscuoterà l’anima della giovane. Nella speranza di evitare tale riscatto Parnassus negozia un nuovo patto: chi dei 2 riuscirà a sedurre l’anima di 5 mortali avrà vinto. Alla compagnia si aggiunge il misterioso Tony Shepherd, mandato secondo Parnassus da forze positive per aiutarlo nella faticosa impresa. L’aiuto del giovane desterà sospetti da parte di Anton, altro attore della compagnia e spasimante della giovane Valentina.

Tutto il film gira intorno al mistero e al magnifico che si cela nello specchio e nei suoi mondi.La lotta tra bene e male continuerà fino alla fine del film.

Storia trita e ritrita, dai contenuti già visti altre volte sullo schermo che risulta essere sin dai primi minuti lento e senza una trama ben definita. Parnassus è solo uno strumento, ma la questione è mandato da chi? Come mai il diavolo sceglie proprio lui e non i suoi colleghi monaci? Ah già scordavo Parnassus era prima di tutto un monaco di non si sa bene che mondo, dimensione e soprattutto epoca.

Tutto scorre lento e senza nessun colpo di scena, la trama si capisce immediatamente e i personaggi faticano a entrare in sintonia tra di loro.

Ottima l’interpretazione di Verne Troyer, il solo a dare una veste ironica al film.

Come mai un film come Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il diavolo ha avuto una così grande clamore internazionale? Sarà forse solo per il fatto che Heath Ledger, l’attore rivelazione nel 2005 per I segreti di Brokeback Mountain, è morto durante le riprese del film nel 2008? Sarà perché i montatori ufficiali del trailer hanno lavorato di sana pianta per far credere ciò che in realtà non c’era?

Tutto questo nessuno lo può dire però una cosa è certa ho rimpianto di non aver rivisti per l’ennesima volta il finale di Assassinio sul Nilo per vedere un film di una noia devastante.

Una serata con Will&Grace a Roma

Posted by: carlotta on: 12 Ottobre 2009

locandina W&G

Ricetta per una sit-com di successo:

  • 1 appartamento
  • 2 gay
  • 1 rossa tutto pepe
  • 1 miliardaria alcolizzata
  • 1 marito immaginario
  • 1 pizzico di humor
  • 1 manciata di risate

E il gioco è fatto…

Mescolate bene, mettete in forno per 20 minuti e poi la Sit-com è fatta.

Signori e signore Will&Grace è servita a tavola.

Ma se la sit-com diventasse anche uno spettacolo teatrale con 7 personaggi comici di successo.

Levate i se e cominciate a ridere invece perché questi ragazzi non vi aspetteranno all’infinito.

Correte e prenotate i vostri posti al Teatro Duse di Roma…io li ho visti ieri sera e continuo a ripensare ancora alle loro battute.

Fidatevi ne vale davvero la pena…sono soldi e tempo ben spesi.

Non vi dico altro, ma una cosa ve la voglio dire: se Jack e Karen vi facevano ridere in tv qui non riuscirete davvero a trattenervi dalle risate.

Questa giovane compagnia sarà in scena solo fino al 18 ottobre…chiamate e prenotate fidatevi!!

Fred Pearce un eco peccatore a Ferrara

Posted by: carlotta on: 9 Ottobre 2009

internazionale a ferrara

Qualcuno di voi sa che cosa è il greenwash? Beh io fino ad una settimana fa non sapevo cosa fosse adesso ne sono quasi ossessionata.

Ferrara, o meglio il Festival di Giornalismo di Ferrara, è stata una continua scoperta: umana, accademica e antropologica.

Umana perchè ho ritrovato il contatto con il genere umano

Accademica perchè sedermi ad ascoltare un oratore non mi capitava da anni

Antropologica perchè l’Italia è davvero un bel paese.

Durante questi 2 giorni di fuoco per vie, viuzze, larghi, piazze e anche statali mi sono fatta un’opinione in merito al fatto che quello che più avrei voluto dalla vita era viaggiare in giro per il mondo e documentare tutto ciò che volevo.

I giornalisti sì fanno questo è vero, chi più chi meno ovviamente, ma c’è chi di questo lavoro ha fatto una bella missione e sto parlando dell’eco-peccatore Fred Pearce che ha fatto del suo lavoro la sua missione di vita.

Fred mi ha fatto conoscere appunto il significato della parola greenwash e mi sono divertita a conoscere, anche attraverso la divertentissima intervista di Sylvie Coyaud giornalista del Sole 24 ore.

Tutto quello che indossiamo è davvero ecosostenbile come pensiamo? Basta realmente leggere il foglietto illustrativo delle maglie di cotone per sapere se quel prodotto è “verde” oppure no.

Beh Fred pensa proprio che non sia sufficiente e questa sua accuratezza mi ha fatto riflettere.

Se il cotone che indosso non è davvero friendly come c’è scritto che devo fare?

Denunciare la fabbriva è la soluzione ideale? chi c’è dietro una maglietta di cotone bianco?

Quante domende possono venir fuori da un filo di cotone (e pensare che il filo di Arianna ha fatto storia nei secoli forse il filo di cotone farà la stessa fine).

Intanto io mi vado a leggere il libro e vediamo che altri dubbi mi farà venire….vai a vedere che alla fine anche il fazzoletto con cui mi soffio il nasino in questi giorni non è davvero quello che dice di essere.

L’amore e basta!

Posted by: carlotta on: 2 Settembre 2009

L'amore e bastaIn questi giorni in cui Roma sembra la capitale della violenza omofoba capita finalmente di vedere qualcosa di bello.

Parlando con un’amica scopro l’esistenza del film L’Amore e basta che sarà presentato al Mostra del cinema di Venezia e di cui mi sono innamorata subito.

Il film racconta le storie d’amore di nove coppie gay e lesbiche in giro per l’Europa e ami un tema come questo è stato più attuale.

Alessandro e Marco, due studenti universitari di Catania; le quarantenni Nathalie e Valérie (e la loro figlioletta Sasha) di Versailles; 2 sessantenni a Parigi, Catherine e Christine; Lillo e Claudio di Sutri vicino Roma; Thomas e Johan quarantacinquenni di Berlino; Emiliana e Lorenza nella Bassa Padana tra Parma e Mantova; Gino e Massimo, 2 artigiani di Palermo; Gaël e William, a Parigi e infine le coniugi spagnole Maria e Marisol (legalmente unite in matrimonio non appena è stato possibile) che vivono in campagna a Vic, vicino a Barcellona, con la loro prole formata da un maschietto di circa otto anni e due gemelline di sei.

Forse il film aprirà gli occhi a coloro che sono ciechi di fronte l’evidenza dei fatti, di fronte ai fatti stessi che sono la sola cosa che conta.

L’amore e basta è il pensiero di tutti, eterosessuali e omosessuali è la cosa che ci rende davvero “umani”.

L’amore e basta, e basta con l’omofobia!

La mia foto su Repubblica.it

Posted by: carlotta on: 31 Agosto 2009

Onorata e estasiata dal fatto che una mia foto sia stata pubblicata sul sito di Repubblica.it…..che dire….vai vai vai..continua così Totta!!!

La mia foto su Repubblica!!

Letture sul Rwanda di Ascanio Calestini

Posted by: carlotta on: 28 Agosto 2009

ASCANIO CELESTINI

Ci sediamo e Ascanio (mi piace chiamarlo per nome dopo anni di conoscenza artistica) inizia la sua lettura, performance o meglio la sua sempre perfetta oratoria.

Il tema a differenza della altre volte non è più solo l’Italia e suoi mille problemi ma uno stato lontano da noi di cui però tutto il mondo conosce la terribile storia.

Letture sul Rwanda è la ricostruzione aspra e fiabesca allo stesso tempo del genocidio avvenuto nel 1994 contro l’etnia Tutsi che viveva nel territorio.

Forse sarà meglio tratteggiare una piccola ricostruzione storica dell’accaduto in modo che tutti possano ricordare di cosa stiamo parlando.

Il 6 aprile 1994 l’aereo presidenziale dell’allora presidente Juvénal Habyarimana, al potere con un governo dittatoriale dal 1973, venne colpito da un missile terra-aria, mentre il presidente era di ritorno insieme al collega del Burundi Cyprien Ntaryamira da un colloquio di pace. Il giorno seguente a Kigali, capitale del Rwanda iniziarono gli scontri o meglio gli attacchi mirati verso la popolazione Tutsi, accusata dell’attentato, e contro tutti gli Hutu imparentati con questi o schierata su posizioni più moderate. Il segnale dell’inizio delle ostilità fu dato dall’unica radio non sabotata, l’estremista RTLM che incitava attraverso lo speaker Kantano, a seviziare e ad uccidere gli “scarafaggi” Tutsi (scarafaggi, non uomini o persone, ma scarafaggi!).

Da aprile a luglio le vittime furono quasi un milione di persone uccise a colpi di pistola di machete e di bastone chiodato (la maggior parte di questa armi furono venduto dal governo Cinese).

Questa è solo la reportistica fredda e numerica di un massacro di cui nessuno all’inizio volle occuparsi e di cui tutt’ora pochi parlano per la vergogna di non sapere o di non voler diffondere.

Diffondere una notizia è simbolo di libertà e di democrazia e in questa storia di libertà e di democrazia nessuno ne sa nulla.

Nel 2004 esce nelle sale cinematografiche il film Hotel Rwanda il primo film sul genocidio ed è subito nomination agli Oscar (gli Stati Uniti vogliono premiare loro stessi per la loro assenza nel conflitto…mi piace vederla in questo modo.)

La serata di Ascanio ha aperto la mente a ricordi e a pensieri e ha voluto dare una mano a chi in Rwanda c’è ancora e vuole aiutare la causa.

La serata è stata organizzata con l’aiuto dell’associazione Progetto Rwanda, un’associazione umanitaria no profit che lavora in Rwanda dal 1997, al fine di promuovere e realizzare progetti di autosviluppo per gli orfani, gli adolescenti capifamiglia e le donne.

Vorrei chiudere con una frase di Ascanio che mi ha colpito particolarmente: La memoria è come le chiavi…se le perdi non puoi più entrare da nessuna parte.


Esplode il caso Apple

Posted by: carlotta on: 27 Agosto 2009

applelogo

Omertà sulle esplosioni.

Questa è la campagna portata avanti dalla Apple in merito ai casi di esplosioni di proprie apparecchiature in mano a semplici clienti.

Agli inizi di agosto la stampa internazionale riporta la notizia di 2 ragazzi francesi feriti dall’esplosione di 2 iPhone dopo un eccessivo surriscaldamento dell’apparecchio e una fuori uscita di fumo e scintille dei monitor.

Che dire la cosa è grave, ma ancora più grave è stato scoprire che la Apple, il cui fatturato nel primo trimestre fiscale del 2008 è stato di 9,6 miliardi, ha voluto azzittira questa serie di avvenimenti per non perdere credibilità e denaro.

Possibile che un’azienda come la Apple si possa permettere il lusso di negare un suo coinvolgimento in una serie di accaduti, non più singoli e sporadici come si voleva far credere all’inizio, a vantaggio di un’economia del capitalismo?

Non c’è da meravigliarsi se quella “mela mozzicata” non rappresenti anche il peccato…il Dio denaro può tutto in confronto alle singole vite umane.

Già Greenpeace attaccò pubblicamente la Apple nella Guida a un’elettronica più verde, accusandola di costruire tutte le apparecchiature con materiali in PVC altamente tossici.

Dopo anni di lotta mediatica e sembra che si sia arrivati ad una zona di incontro e lo stesso Steve Jobs si sia impegnato a costruire computer&co privi di PVC e ritardanti di fiamma, senza mercurio e arsenico.

Questi casi di esplosioni danneggiano in maniera evidente l’immagine dell’azienda e la scalata della vetta questa volta per Jobs e compagni sarà veramente dura.