Fred Pearce un eco peccatore a Ferrara
9 ottobre 2009 2 commenti

Qualcuno di voi sa che cosa è il greenwash? Beh io fino ad una settimana fa non sapevo cosa fosse adesso ne sono quasi ossessionata.
Ferrara, o meglio il Festival di Giornalismo di Ferrara, è stata una continua scoperta: umana, accademica e antropologica.
Umana perchè ho ritrovato il contatto con il genere umano
Accademica perchè sedermi ad ascoltare un oratore non mi capitava da anni
Antropologica perchè l’Italia è davvero un bel paese.
Durante questi 2 giorni di fuoco per vie, viuzze, larghi, piazze e anche statali mi sono fatta un’opinione in merito al fatto che quello che più avrei voluto dalla vita era viaggiare in giro per il mondo e documentare tutto ciò che volevo.
I giornalisti sì fanno questo è vero, chi più chi meno ovviamente, ma c’è chi di questo lavoro ha fatto una bella missione e sto parlando dell’eco-peccatore Fred Pearce che ha fatto del suo lavoro la sua missione di vita.
Fred mi ha fatto conoscere appunto il significato della parola greenwash e mi sono divertita a conoscere, anche attraverso la divertentissima intervista di Sylvie Coyaud giornalista del Sole 24 ore.
Tutto quello che indossiamo è davvero ecosostenbile come pensiamo? Basta realmente leggere il foglietto illustrativo delle maglie di cotone per sapere se quel prodotto è “verde” oppure no.
Beh Fred pensa proprio che non sia sufficiente e questa sua accuratezza mi ha fatto riflettere.
Se il cotone che indosso non è davvero friendly come c’è scritto che devo fare?
Denunciare la fabbriva è la soluzione ideale? chi c’è dietro una maglietta di cotone bianco?
Quante domende possono venir fuori da un filo di cotone (e pensare che il filo di Arianna ha fatto storia nei secoli forse il filo di cotone farà la stessa fine).
Intanto io mi vado a leggere il libro e vediamo che altri dubbi mi farà venire….vai a vedere che alla fine anche il fazzoletto con cui mi soffio il nasino in questi giorni non è davvero quello che dice di essere.

undicesimo compleanno la scoperta del Cimitero dei Libri Dimenticati, una labirintica e gigantesca biblioteca dove sono conservati i libri sottratti all’oblio. La tradizione vuole che ne debba adottare uno e conservarlo per tutta la sua vita. Il suo sguardo si punta proprio su L’ombra del vento dello sconosciuto autore Julian Carax. Da questo momento in avanti la sua vita non sarà più la stessa, mistero, terrore, amore, avventura lo accompagneranno per tutte le pagine del libro che fidati non potrete leggere che tutto d’un fiato. Un libro che parla di libri, di autori di libri, di lettori e di editori.
Nel 2008 Carlos Ruiz Zafón è consacrato al mito con il suo secondo best sellers mondiale 








