Fred Pearce un eco peccatore a Ferrara

internazionale a ferrara

Qualcuno di voi sa che cosa è il greenwash? Beh io fino ad una settimana fa non sapevo cosa fosse adesso ne sono quasi ossessionata.

Ferrara, o meglio il Festival di Giornalismo di Ferrara, è stata una continua scoperta: umana, accademica e antropologica.

Umana perchè ho ritrovato il contatto con il genere umano

Accademica perchè sedermi ad ascoltare un oratore non mi capitava da anni

Antropologica perchè l’Italia è davvero un bel paese.

Durante questi 2 giorni di fuoco per vie, viuzze, larghi, piazze e anche statali mi sono fatta un’opinione in merito al fatto che quello che più avrei voluto dalla vita era viaggiare in giro per il mondo e documentare tutto ciò che volevo.

I giornalisti sì fanno questo è vero, chi più chi meno ovviamente, ma c’è chi di questo lavoro ha fatto una bella missione e sto parlando dell’eco-peccatore Fred Pearce che ha fatto del suo lavoro la sua missione di vita.

Fred mi ha fatto conoscere appunto il significato della parola greenwash e mi sono divertita a conoscere, anche attraverso la divertentissima intervista di Sylvie Coyaud giornalista del Sole 24 ore.

Tutto quello che indossiamo è davvero ecosostenbile come pensiamo? Basta realmente leggere il foglietto illustrativo delle maglie di cotone per sapere se quel prodotto è “verde” oppure no.

Beh Fred pensa proprio che non sia sufficiente e questa sua accuratezza mi ha fatto riflettere.

Se il cotone che indosso non è davvero friendly come c’è scritto che devo fare?

Denunciare la fabbriva è la soluzione ideale? chi c’è dietro una maglietta di cotone bianco?

Quante domende possono venir fuori da un filo di cotone (e pensare che il filo di Arianna ha fatto storia nei secoli forse il filo di cotone farà la stessa fine).

Intanto io mi vado a leggere il libro e vediamo che altri dubbi mi farà venire….vai a vedere che alla fine anche il fazzoletto con cui mi soffio il nasino in questi giorni non è davvero quello che dice di essere.

Carlos Ruiz Zafon e i misteri di Barcellona

Carlos Ruiz Zafon

Oggi mi sono alzata e mi sono ricordata che a brave uscirà l’ultimo libro di uno dei miei autori preferiti…e la mia mattina ha preso una piega diversa.

Il primo libro edito in Italia catturò la mia attenzione per la copertina. Un lampione in primo piano che faceva da cornice ad una strada con 2 figure sullo sfondo che camminavano sole e attraverso la fitta nebbia.Dopo questa immagina non potevo resistere e comincia a leggere il libro che mi avrebbe fatto scoprire il mondo del mistero e dell’enigma di Carlos Ruiz Zafón. Il libro di cui parlo è L’ombra del vento edito in spagna nel 2001.

L’ombra del vento è una storia nella storia, unisce insieme il noir classico alle storie d’avventura.

Il protagonista è Daniel Sempere, figlio di un antiquario di Barcellona, che riceve in dono dal padre per il suoL'ombra del vento undicesimo compleanno la scoperta del Cimitero dei Libri Dimenticati, una labirintica e gigantesca biblioteca dove sono conservati i libri sottratti all’oblio. La tradizione vuole che ne debba adottare uno e conservarlo per tutta la sua vita. Il suo sguardo si punta proprio su L’ombra del vento dello sconosciuto autore Julian Carax. Da questo momento in avanti la sua vita non sarà più la stessa, mistero, terrore, amore, avventura lo accompagneranno per tutte le pagine del libro che fidati non potrete leggere che tutto d’un fiato. Un libro che parla di libri, di autori di libri, di lettori e di editori.

L’ombra del vento ha venduto oltre 8 milioni di copie nel mondo, acclamato come una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni. È stato tradotto in più di 36 lingue e ha ottenuto numerosi premi internazionali.

Il gioco dell'angeloNel 2008 Carlos Ruiz Zafón è consacrato al mito con il suo secondo best sellers mondiale Il gioco dell’angelo. Anche qui il mistero si infittisce e la storia prende forma dietro le pagine dei libri e dei manoscritti mai finiti. Ci saranno mille avventure e molte saranno le sorprese che accompagneranno i lettori…fidatevi. David Martín ha un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Il destino gli offre la sua opportunità ma sarà davvero la cosa migliore della sua vita?

Più si scorrono le pagine del libro più i personaggi appaiono familiari e riconoscibili nei loro tratti. Troverete tutti quei luoghi e quei nomi che vi sono penetrati dentro con la lettura del primo libro e fidatevi, non rimarrete delusi!

Non sto più nella pelle…aspetto trepidante il 3 giugno per l’uscirà il nuovo libro…Marina!

Donne a fior di nervi…da Quino a Maitena passando per Bridget Jones!

Donne a fior di nerviNoi donne ci alziamo la mattina e la prima cosa che ci viene in mente è “la mia vertigine oggi da che parte penderà?”. Ci guardiamo allo specchio e cerchiamo di rivedere in noi stesse la ragazza che la sera prima aveva fatto conquiste in un locale pieno di uomini. Usciamo di casa con gli occhiali più grandi che abbiamo ci infiliamo in metropolitana e ci uniamo alla massa. “Oh mamma mia speriamo che nessuno mi riconosca”

Non fate le vaghe ognuna di noi ha pensato almeno una volta (se non di più dai siamo sincere!) di non essere riconosciute per strade perché il trucco non ci è venuto come avremmo voluto e la piega dei capelli quel giorno non abbiamo avuto tempo di farla.

Maitena Burundarena di tutto questo ne ha fatto una missione eroica e ironica per salvare il mondo dai cliché di tutte noi donne e per farci sorridere dietro ai nostri stessi stereotipi.

Circa 5 anni fa ho letto la sua prima raccolta di strisce umoristiche pubblicate in Italia Donne e fior di nervi e da quel momento per me Maitena è diventata una vera a propria eroina e un punto di riferimento per ridere ogni giorno davanti alle nostre imperfezioni caratteriali e fisiche. Mi diverto a sfogliare quelle strisce umoristiche perché sono tutto quello che non avrei voluto diventare nella vita, ma nelle quali mi ci ritrovo in pieno.

Le donne secondo la visione di Maitena (e secondo il 90% della popolazione maschile!) sono quanto di più lontano dalla normalità esista al mondo. Sono nervose, nevrotiche, dolci, agguerrite, incazzose, invidiose, gelose…tutto in una donna sola.

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Situazione classica: 3 donne sono sedute a parlare dei loro mariti e lamentarsi dei loro comportamenti e atteggiamenti. Si alza la prima donna e le altre 2 si guardano come per dire “Ma l’hai vista oggi?”. Ritorna si siede e si ricorda di aver incontrato una loro amica 2 giorni fa che ovviamente era ingrassata di almeno 3 taglie aveva l’aria sfatta e soprattutto non portava nessun anello alla mano….momento clou del pomeriggio tra amiche!

Ed eccolo lì visibile a tutti, il favoloso mondo dell’incoscienza (badate bene incoscienza e non inconscio!).

Le donne sono il miglior soggetto cinematografico e editoriale di cui si è sempre raccontato, sono la situazione ideale che fa sbancare si botteghini e fa diventare un semplice romanzo un best seller (guardate lo strano caso de Il diario di Bridget Jones.)

Se volete divertirvi davvero (uomini e donne intendo!) leggete le raccolte pubblicate in italia di Maitena che potete trovare in tutte le libreria e negli shop on line, perché questa giovane disegnatrice è stata definita da Quino stesso, padre di Mafalda, la sua degna erede!

Se lo dice Quino che ha fatto di una bambina un successo mondiale vi potete davvero fidare.

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