Letture sul Rwanda di Ascanio Calestini

ASCANIO CELESTINI

Ci sediamo e Ascanio (mi piace chiamarlo per nome dopo anni di conoscenza artistica) inizia la sua lettura, performance o meglio la sua sempre perfetta oratoria.

Il tema a differenza della altre volte non è più solo l’Italia e suoi mille problemi ma uno stato lontano da noi di cui però tutto il mondo conosce la terribile storia.

Letture sul Rwanda è la ricostruzione aspra e fiabesca allo stesso tempo del genocidio avvenuto nel 1994 contro l’etnia Tutsi che viveva nel territorio.

Forse sarà meglio tratteggiare una piccola ricostruzione storica dell’accaduto in modo che tutti possano ricordare di cosa stiamo parlando.

Il 6 aprile 1994 l’aereo presidenziale dell’allora presidente Juvénal Habyarimana, al potere con un governo dittatoriale dal 1973, venne colpito da un missile terra-aria, mentre il presidente era di ritorno insieme al collega del Burundi Cyprien Ntaryamira da un colloquio di pace. Il giorno seguente a Kigali, capitale del Rwanda iniziarono gli scontri o meglio gli attacchi mirati verso la popolazione Tutsi, accusata dell’attentato, e contro tutti gli Hutu imparentati con questi o schierata su posizioni più moderate. Il segnale dell’inizio delle ostilità fu dato dall’unica radio non sabotata, l’estremista RTLM che incitava attraverso lo speaker Kantano, a seviziare e ad uccidere gli “scarafaggi” Tutsi (scarafaggi, non uomini o persone, ma scarafaggi!).

Da aprile a luglio le vittime furono quasi un milione di persone uccise a colpi di pistola di machete e di bastone chiodato (la maggior parte di questa armi furono venduto dal governo Cinese).

Questa è solo la reportistica fredda e numerica di un massacro di cui nessuno all’inizio volle occuparsi e di cui tutt’ora pochi parlano per la vergogna di non sapere o di non voler diffondere.

Diffondere una notizia è simbolo di libertà e di democrazia e in questa storia di libertà e di democrazia nessuno ne sa nulla.

Nel 2004 esce nelle sale cinematografiche il film Hotel Rwanda il primo film sul genocidio ed è subito nomination agli Oscar (gli Stati Uniti vogliono premiare loro stessi per la loro assenza nel conflitto…mi piace vederla in questo modo.)

La serata di Ascanio ha aperto la mente a ricordi e a pensieri e ha voluto dare una mano a chi in Rwanda c’è ancora e vuole aiutare la causa.

La serata è stata organizzata con l’aiuto dell’associazione Progetto Rwanda, un’associazione umanitaria no profit che lavora in Rwanda dal 1997, al fine di promuovere e realizzare progetti di autosviluppo per gli orfani, gli adolescenti capifamiglia e le donne.

Vorrei chiudere con una frase di Ascanio che mi ha colpito particolarmente: La memoria è come le chiavi…se le perdi non puoi più entrare da nessuna parte.


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