FarmVille, la droga del potere d’acquisto

farmville

Vi ricordate quando da piccoli (almeno quando ero piccola io) c’erano su Rete4 quelle telenovelas in cui si facevano vedere le famose fazendas sudamericane, dove mandriano a torso nudo cavalcavano per km e km, giorno dopo giorno, coltivavano, piantavano, ma soprattutto amoreggiavano co le belle di casa? ( ovviamente erano sempre figlie o del tiranno spocchioso oppure ereditiere dalla vitina sottile).

Vabbè insomma quelle belle fattorie di un tempo dove le signore andava in giro con i cappellini e gli ombrellini bevendo thè tutto il giorno e non facendo nulla.

Il sistema un po’ di Via col vento ovviamente in cui la mitica Rossella O’Hara (alias Vivien Leigh) lottava a denti stretti per mantenere in vita Tara (frase storica: Nessuno mi porterà via Tara – tutto con una carota in mano vorrei sottolineare).

Oggi giorno anche il mondo del web si avvicina alle fazendas e cerca di far divertire il pubblico con storie di carote, maiali, pecore e stelle.

Tutto questo è il mondo di FarmVille ultima stregoneria nata nel mondo di Facebook.

FarmVille non è che l’evoluzione di altri giochi online per gli appassionati dei social network ( vedi Pet Society), di tutti coloro che appena hanno 10 minuti da spendere accendono il pc caricano la pagina inviano regali agli amici poi subito a coltivare la terra.

Ci sono entrata titubante e all’inizio non mi aveva presa perché non capivo le regole del gioco e i suoi meccanismi, ma ora è una specie di droga e di risucchio mentale. Zappo la terra, faccio crescere i fagiolini, compro pecore e staccionate..insomma faccio crescere il mio conto FarmVille.

Conto, conto, conto…ecco la parola che mi risuonava in mente ieri sera mentre vedevo quanto il mio grano era cresciuto. Possibile che anche nel mondo virtuale siamo stati abituati a vedere quanto i nostri soldi fruttino e cosa poi potremmo acquistare senza perdere del tutto il nostro potere d’acquisto?

Non ci posso credere anche nella rete non si fa che parlare di soldi seppur virtuali.

Aumentano i soldi, aumentano i livelli di gioco e cosa contraddistingue un livello dall’altro? Ma ovvio il potere d’acquisto. Più vai avanti più cose potrai comprare (money money money dicevano gli ABBA).

FarmVille insomma è un’istigazione al consumo pesante, una raccolta spasmodica di soldi per comprare e guadagnare ancora e ancora.

Una droga che ha catturato milioni di utenti in tutto il mondo a quanto pare e miete vittime giorno dopo giorno.

Quello che mi chiedo a questo punto è: in Cina secondo voi FarmVille è strutturato solo in campi di riso o si possono coltivare con la massima libertà ogni genere di prodotto?

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4 thoughts on “FarmVille, la droga del potere d’acquisto

  1. mmm….
    intanto Grecia Colmenares è un mito… come piangeva lei non piange più nessuno!

    alcune amiche mi hanno detto “vai su farmville e diventa ricca”… io sto ancora zappando terra, piantando grano e mungendo mucche in attesa di comprare la favolosa casa bianca… credo che riuscirò solo a comprare la casetta sull’albero.

    La cosa tragica è che forse è vero… siamo tutti quanti braccia rubate all’agricoltura, solo che virtuale è meglio, faticano solo le dita! 😉

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