Lo spazio bianco

Lo spazio biancoPasseggiavo e mi dicevo voglio proprio concludere questa settimana con un buon film una sala comoda e 2 ore di attenzione verso uno schermo gigante…e devo dire che ci sono riuscita.

Lo spazio bianco di Francesca Comencini entra nell’animo di ogni donna affrontando un tema vicino a noi e allo stesso tempo lontano.

Maria, interpretata da Margherita Buy, è una donna single ormai non più giovane che rimane incinta dopo una breve relazione. La bambina nasce prematura e i mesi che la separano dalla nascita effettiva saranno i più duri per la madre.

Maria è una donna come se ne possono incontrare molte al giorno d’oggi, è indipendente, è sola ma circondata da persone care che le vogliono bene ma che non sono la sua famiglia.

Maria è una donna moderna che nella vita ha fatto tutto e preteso solo chiarezza…dalla vita stessa.

Ti siedi un giorno e fai conti con quel malessero interiore che si chiamo vuoto e pensi se sia davvero il caso di andare avanti o dire basta.

Un film pesante? Niente affatto, anzi un film che ti mette di fronte a delle scelte e che ti fa sperare (e oggi sperare serve davvero molto). Le donne sono insoddisfatte non dell’essere donne, madri, amanti o figlie, ma di non poter cedere perché se cedi vuol dire3 che non ce l’hai fatta e in questa società se non ce la fai crolli. “Non mollare”, ma non devo mollare cosa la voglia di vivere o la speranza che ci sia altro altro al di fuori di me? Troppe domande forse alla fine questo film mi ha posto di fronte a delle scelte su come procedere.

Margherita è stata ottima nella sua interpretazione, ma forse le vere protagoniste del film sono state le sue mani. Mani calde e avvolgenti, mani poco curate, mani di donna che lavora. Si le mani sono presenti in tutto il film come fossero loro a descrivere le varie scene, i drammi della madre in attesa che sua figlia nasca.

Ci sono sequenze che mi hanno ricordato quei bellissimi film di François Truffaut in cui la telecamera si avvicinava di prepotenza al volto del protagonista come per dire GUARDA ORA. Si uno sguardo è veloce ti deve copire non ci devi arrivare gradualmente è un secondo e il secondo dopo non c’è più.

Lo spazio bianco ti fa riflettere e ti fa sentire donna.

Donne e uomini non sono uguali ricordatevelo sempre e non è solo una questioni di cromosomi.

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