La prima cosa bella, massima interpretazione di Mastandrea

Bruno (alias Valerio Mastandrea) è un professore di lettere in un’istituto alberghiero. Livernose di nascita ha lasciato la città dopo un’infanzia senza tregua al seguito di una madre bella e senza pace.

Valeria (alias Claudia Pandolfi), sorella spigliata di Bruno, è decisa a riconciliare il fratello col passato e con la madre. Precipitatasi a Milano alla vigilia della dipartita della madre, convince Bruno a seguirla a Livorno e in un lungo viaggio a ritroso nel tempo.

Tutto il film ruota attorno ai ricordi e alla vita della madre Anna (alias Micaela Ramazzotti da giovane, Stefania Sandrelli in età matura) donna dalla bellezza disarmante e dall’entusiasmo facile, incline al fascino degli uomini e all’affetto dei figli.

Virzì mi convince di nuovo e di nuovo dico bravo…ottimo colpo anche questa volta. Come si fa a non amare un film che è la storia di ogni famiglia, non solo italiana, ma di tutto il mondo.

I bambini crescono e rimangono intaccati dalle vicende familiari. In questa interpretazione Valerio Mastandrea continua a stupire e a piacere ebbene si lo dico apertamente è un bravo attore che è cresciuto negli anni con la gavetta seria quella che molti attori di oggi non sanno neanche cosa sia e si credono subito grandi divi di Hollywood (non essendo mai entrati neanche in una sala di posa di Cinecittà).

Bruno si sente infelice, stretto in un ruolo adolescenziale che era quello del fratello magiore e del bravo studente. Non sa che fare della sua vita e della sua compagna, che lo ama sopra ogni cosa. Valerio è l’incarnazione dello stereotipo dell’uomo adolescente negli anni ’70 che non ha trovato nella vita il posto da lui tanto agognato.

Valeria invece è la giovane donna casalinga madre lavoratrice che dalla sua vita vuole forse un’altra chance. Una chance perché non vuole arrivare ad odiare il suo compagno più di quello che già fa forse e non vuole essere come la madre, ma che le assomiglia in tutto e per tutto.

La prima cosa bella, è uno sguardo un sorriso una carezza un viso o solo una la persoan che ci sta accanto. La prima cosa bella è anche l’ultima cosa bella di Virzì che mi ha lasciatao dentro la voglia di vivere e di sognare e decidere che tutto cambia passa e scorre e che non siamo mai uguali a noi stessi. MAI.

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2 thoughts on “La prima cosa bella, massima interpretazione di Mastandrea

  1. temo di non condividere il tuo entusiasmo per l’interpretazione di Mastrandrea…
    mi era piaciuto molto di più in IO E NAPOLEONE (sempre Virzì) in un ruolo non centrale: all’inizio è un commerciante che non apprezza i libri, alla fine della sua avventura è diventato un aspirante-romanziere e gli affari li lascia al fratello (Elio Germano); non è facile da rendere…
    quanto a LA PRIMA COSA BELLA è davvero commovente (pare che sia MOLTO autobiografico): lo rivedrò e comprerò il DVD, per non perdermi le tante battute in livornese, sparate così in fretta che si rischia di perderle

    • purtropo per me IO E NAPOLEONE non è stato invece un capolavora nella storia cinematografica di Virzì. Dopo molti anni di distanza non ricordo quasi nessuna delle frasi del film nè tanto meno l’interpretazione di Valerio (che però ho apprezzato molto in altri film come NON PENSARCI…ottima interpretazione anche lì.). Questo film cmq segna un ritorno di Virzì alle origini alla sua storia come forse solo in OVOSODO si può vedere….quasi quasi lo rivedo…..

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