Soul Kitchen…surgelati e non solo!

Ironico, cinico, devastante e irriverente tutto questo avviane in una cucina, ina discoteca, in una cella di 2×3 metri, ma soprattutto nella vita del giovane greco-tedesco ambizioso (ma neanche troppo) Zinos.

Zinos gestisce un ristorante chiamato “Soul Kitchen”. Sembra il nome di un tipico ristorantino stile Village. Ambiente soft, musica lounge e cucina delicata. Tutto questo è solo un sogno perché il ristorante di cui stiamo parlando è una bettola di primordine alla periferia di Amburgo. I clienti abituali sono i rozzi residenti della zona, interessati solo a bere birra a go go e “ingurgitare” cibo precotto e surgelato invece di buon cibo cotto con amore e tempo ben speso.

La vita di Zinos cambia all’improvviso in seguito ad un’ernia del disco. I suoi amici, parenti e altro saranno solo l’ostacolo alla sua vita già abbastanza incasinata. Una compagna ambiziosa che vola in Cina per seguire la sua carriera di corrispondente, un fratello carcerato che chiede “asilo lavorativo” per uscire di giorno dalla prigione e i suoi dipendenti che lo venerano e lo odiano allo stesso tempo.

Soul Kitchen un misto di risate, drammi comici ed emotivi, ma soprattutto attori eccellenti per un regista che continua a colpirci.

Fatih Akin continua a sbalordire il mondo con la sua bravura e la sua ambizione di regista turco-tedesco in un mondo cinematografico in cui i cinepanettoni e colossal hollywoodiani la fanno da padroni.

Ci si rilassa nei dialoghi e negli sguardi, ma soprattutto nella musica che la coprotagonista per eccellenza del film. Si balla, si ascolta, ci si dinema, ci si inebria (aiutati anche da sostanze naturali..) ci si rilassa. La musica è la degna accompagnatrice del film e dei suoi ritmi.

Una commedia che nulla toglie alle grandi produzioni americane, che anzi è meglio sotto certi aspetti perché più veritiere e più dark nelle tinte e negli accadimenti. Una vita simile a quella di molti che vogliono sfondare nella vita e seguono il sogno di gloria di avere “un posto tutto mio” per cui valga la pena ammazzarsi di lavoro, ma da cui poi prendere tutto ciò che di bello possa offrire.

Soul Kitchen è una commedia dei commedianti ecco come l’ho definita…i commedianti della vita che sbarcano il lunario, divertendosi e a volte anche arricchendosi perché no.

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