Metti una settimana a cena Notre Dame de Paris, Caparezza e Franco Battiato

Ti carichi di ogni speranza e devo dire che queste spesso, e anche volentieri direi, sono ben gradite, ben riposte e ben spese. Ripenso ad una settimana ricca di impegni,  soddisfazioni e gratificazioni. Volti nuovi,  suoni di voci nuove e anche immagini nuove. Le immagini di una nuova vita che piano piano prende forma e diventa altro da me, da noi. Ma non voglio divagare perché quello su cui voglio puntare il dito oggi sono tre diverse forme di arte e di musica incontrate questa settimana.

Cominciamo da “Questa sera si recita e si canta a modo di …Riccardo Cocciante”. Notre Dame de Paris, il musical italiano campione di incassi, di repliche e di fenomeni canori ha compiuto 10 anni di vita e devo dire che…si vedono tutti! Purtroppo Cocci – facciamo che abbreviamo anche in base a certe proporzioni che tutti noi ben sappiamo dai! – hai davvero fatto flop questa volta. Hai sbagliato quasi tutte le scelte artistiche in campo…potevi fare davvero il botto per i tuoi 10 anni, ma non solo mi hai reso noiosissimo il lancio dello spettacolo, con uno stralunato David Zard che tentennava a chiamare sul palco amici e collaboratori per dargli un misero fogliettino di carta, simil attestato di fine corso di nuoto, facendo correre gente dalle retrovia del Gran Teatro e poi, a stento mettere un piedino sul palco, ma soprattutto dove abbiamo trovato gli interpreti principali di questa rappresentazione? Ma chi era la “bambina” che interpretava Esmerada? Di sensuale e seducente, come il personaggio richiede, non aveva davvero nulla e la sua voce era esitante quanto bastava per dire…andiamo a prendere un caffè mentre questa canta? Solo una parola..ridateci Lola Ponce, ci basta anche solo Lola. Per non parlare di tutti gli altri interpreti, se non ci fosse stato il corpo di ballo acrobatico lo spattacolo non avrebbe davvero meritato due ore di noia e soprattutto di infuriate per l’architettura del Gran Teatro di Roma. Ma si è mai visto un teatro in cui le sedie seguono un andamento in salita, e anche leggermente obliquo? Ma chi è che l’ha progettato? Scusate ma stavolta davvero non ci siamo…David e Ric fate qualcosa o rischiate davvero il flagello da parte del pubblico. Poi uno dice che il musical in italia non decolla, eddai su un pò di attenzione alle cose no? Siamo bravi facciomolo vedere non facciamo sempre ste figuracce.

Proseguiamo con altra musica e altri ricci. Passiamo dai boccoli di Cocci ai superricci cotonati e morbidi di Caparezza (mi sono scordata di chiedergli che balsamo usa…come farà ad averli così morbidi dico io!). Caparezza al contrario del primo riccio non mi ha delusa anzi ha fatto quello che il suo pubblico voleva e bramava, un vero show! Due ore di canzoni e risate che hanno coinvolto ragazzi ragazze, ma soprattutto reggetevi forti, la super nonna di famiglia accanto a me scatenata come pochi altri che sapeva a memoria tutte le sue canzoni…ragazzi qui c’è una generazione che sta avanti e non è la nostra ve lo dico! Due ore di concerto in cui il Teatro Tendastrisce per poco non cedeva sotto una coltre di umidità che poteva far concorrenza alla foresta pluviale. Canti, suoni, ti scateni poi vai un attimo al bar a prendere al volo una birra prima che suonino il tuo pezzo preferito e chi incontri? Daniele Silvestri di fianco a te…allora posso dire che questo concerto meritava davvero no? Bravo Caparezza mi hai fatto davvero ballare in Puglia!

E ora veniamo a lui, al Maestro indiscusso, Franco Battiato al solo interprete che all’età di 67 anni e in quel luogo soave e ovattato che è l’Auditorium della Conciliazione di Roma è riuscito a far stare seduto il pbblico per sole 4 canzoni prima che una massa indefinita di gente accorresse per accaparrarsi i primi posti davati al palco urlando, gridando, strappandosi capelli e lanciandogli persino lettere sigillate. Ora la mia domanda è…che c’era in quella lettera? Il terzo segreto di Fatima che il Vaticano non vuole rivelare? Un cv aggiornato al 2012 o foto compromettenti? Adesso Franco ce lo devi dire che c’era in quella lettera. Comunque scherzi a parte, ma come si fa a non scatenarsi al ritmo di Voglio vederti danzare di Cuccurucucu e soprattutto di Centro di gravità permanente. Il Maestro è sempre il Maestro e la sua simpatia ed empatia con il pubblico mi fa capire che sono i fan il vero motoredi un artista…se non ci fossero toccherebbe pagarli e non sarebbe bello fidatevi!

Una settimana all’insegna dei grandi e piccoli numeri, ma devo dire che la bisserei altre mille e mille volte se si potesse…si può? Se si fatemelo sapere in qualche modo.

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