To Rome with Love…e la noia è garantita!

Questa volta mi sono detta che non potevo imporre la mia decisione nella scelta del film e allora serenamente ho detto “andiamo a vedere quello che vuoi!”. Dopo un nano secondo ho pensato “Dò…perchè ho detto così!“. Grosso grossissimo errore, perché tutto mi aspettavo tranne di passare due a parlare di qualunque cosa durante il film tranne che del film. Caro dolce piccolo ingenuo e geniale Woody Allen ti meriti la più grande stroncatura della stagione. Voto in pagella 2 ma solo perché sei tu, se non eri tu stavi NELLA CATEGORIA NON CLASSIFICATI!

To Rome with love…un film corale talmente brutto da fare vergogna persino a fianco dei cinepanettoni. Woody avevi attori bravissimi e non sei riuscito a far emergere nessuno, per non parlare del doppiaggio.

Parliamo un po’ del film va. Allora la protagonista è Roma, la città eterna, e intorno a lei girano alcune coppie di turisti innamorati di Roma e dell’amore. Ora tutto questo amore che lui vuole evocare nelle nostre strade è visto come un’idiozia a questi livelli? Personaggi buffoni,non buffi state attenti, ma buffoni. Caricature, stereotipi di turisti che è sempre meglio non avere nella nostra città.

Ma ditemi un po’ da quando in qua una turista america arriva a Roma si perde al Campidoglio chiede aiuto ad un passante di nome Michelangelo, eddai su ma quanti Michelangelo girano a Roma, e boom dopo 2 minuti annunciano il loro matrimonio. Maddai, ma non si è mai visto una cosa del genere.

Poi passiamo alla coppia di giovani americani che studiano a Roma architettura e vivono in una casa favolosa a Trastevere, altra cosa assurda, ma quando mai gli studenti vivono in questo lusso. Poi oplà arriva l’amica gattamorta che fa innamorare di sé il fidanzato della sua migliora amica, che tra parentesi non si accorge di nulla. Eddai su ma che siamo così scemi.

E poi veniamo a Roberto Benigni…e su questo non voglio commentare perché per la stima che ho per lui mi rifiuto di credere che non sia stato pagato profumatamente per interpretare una parte tanto scema.

Dire che siano state le due ore più noiose degli ultimi tempi è dire davvero poco. Ma poi il doppiaggio…Ma come ci vantiamo a destra e sinistra che abbiamo i doppiatori più bravi del mondo e poi riusciamo a fare un film così mediocre? Ma quanto ci ha pagata la produzione americana per fare in modo che nessuno dicesse nulla? Voglio sapere quanti soldini tutti gli attori hanno preso per mettersi in ridicolo in questo modo.

Chi vogliamo salvare? Vediamo vediamo…ah si salviamo Penelope Cruz, la prostituta più burrosa del panorma mondiale e Woody Allen che interpreta come al solito la macchietta di se stesso. Perchè come il film si regge sulle sue gag e non certo sulla trama e gli attori.

Insomma se non si fosse capito la morale del film di To Rome with Love è: la prossima volta che decidete di andare al cinema fatelo con coscienza e cognizione di causa, poi dopo aver fatto un bel sorriso dite senza timori e “se invece vedessimo…..”.

Se lo fate vedrete che non ve ne pentirete.

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6 thoughts on “To Rome with Love…e la noia è garantita!

  1. a quanto sembra questo film è riuscito a superare “MAngia, prega, ama”, altra carrellata di ridicoli e anche offensivi luoghi comuni su Roma!!!

    • Abbiamo nominato lo stesso film ieri come paragone a questo…due idiozie tali non si sono mai viste su Roma…se questo è il modo in cui gli americani ci vedono stiamo davvero messi male…ma più che altro stanno messi male loro…

  2. carlotta, i film vanno visti in lingua originale, la vogliamo prendere questa sana abitudine? e poi allora in midnight in paris secondo te sto cielo blu cobalto parigino dove l’ha pescato?dai diciamolo, dopo vicky cristina barcelona, questo tour europeo è piu’ adatto a un’agenzia di viaggi che alla maestria di Allen…

    • Faby hai pienamente ragione sul vedere film in lingua originale questo te lo appoggio..ma il film lo hai visto??? una cosa inguardabile davvero. Forse Woody si deve prendere una pausa di riflessione e scrivere una trama adatta….ma la cosa più assurda sono i personaggi!

  3. Ciao, scrivo su questo post dopo due anni (apperò!) perché ieri sera me lo sono guardato ma non abitando più in Italia da un po’ non avevo seguito le recensioni ed eventuali polemiche e cercando cercando ho trovato questa tua opinione.
    Sono d’accordo su quasi tutto però… è vero che gli stranieri (soprattutto un certo tipo di stranieri: statunitensi e nordeuropei) dell’Italia e di Roma vogliono vedere solo certe cose.
    Vogliono vedere i vicoli pittoreschi, la gente sempre gentile quando chiedi informazioni, il chiasso, la gente innamorata che si bacia per strada, i monumenti, le stradine colorate, la gente che canta l’Opera a memoria così, come se fosse l’ultima canzone estiva alla radio, le famiglie italiane che mangiano sempre insieme, le belle donne, gesticolare, il lusso…
    E questo secondo me ci frega: noi da italiani di queste cose ne abbiamo piene le tasche e non ci sembrano certi prodotti da esportare. Ma Woody, che sa che il suo film verrà visto più fuori che dentro l’Italia sa cosa attira il pubblico che vede scritto “Rome” sul titolo.
    Poi, sono d’accordo sulla scarsa credibilità dei personaggi (anche se gli studenti americani che vengono a fare un semestre o un anno in Italia i soldi ce li hanno eccome per abitare negli appartamenti spaziosi in centro),ciononostante una lancia a favore la spezzo: secondo me il personaggio della gattamorta è eccezionale.
    Scusa il commento lungo e a grandissima distanza!

    • Il commento lungo va benissimo anzi apprezzo che a distanza di tanti anni ci sia gente che abbia letto il mio post. 🙂
      Approvo sugli stereotipi del film, ma ovviamente questi stereotipi valgono anche per noi che ci rechiamo in una città straniera. Quandi andiamo per la prima volta a Parigi in fin dei conti noi ci aspettiamo l’amore ad ogni vicolo di strada, gente che cammina con le baguette sotto il braccio, bambine vestite di rosa con grossi fiocchi in testa e via dicendo. Sono gli stereotipi che abbiamo dentro e insiti in noi.
      Quello che non mi convinceva nel film di Woody Allen era la “pochezza” di idee da parte sua come se avesse voluto affrettare la produzione e la distribuzione del film per chiudere una trilogia che forse non aveva ricerche solide alle spalle (Barcellona, Parigi, Roma).
      Ora come ora non lo rivedrei, ma tra qualche anno chissà 🙂

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