L’Italia non è un paese per vecchi, ma non ditelo alle Poste.

Quando sei alla ricerca di lavoro la mattina ti alzi presto per non perdere tempo e cerchi di mantenere le tue sane abitudini di sempre, soprattutto una dose di caffeina per mettere in circolo i neuroni del cervello.
Questa mattina mi alzo e non faccio neanche in tempo ad accendere la macchinetta del caffè che il telefono squilla e io già so chi ci sarà dall’altra parte.
Alzo la cornetta e dico «Si mamma dimmi».
«Ah sei sveglia brava meno male, mi accompagni a fare qualche giro insieme, su dai non dirmi di no, dai su fatti trovare tra un’oretta sotto casa».
Tempo della telefonata circa 30 secondi non ho fatto neanche in tempo a chiedere che giri dovevamo fare che avevo già un appuntamento fissato e ci mancava solo che avesse già deciso per me anche i vestiti.
Sorseggio con calma la mia tazzina di caffè, mi strizzo gli occhi e mi preparo ad una mattina in stile “wonder woman life”. E Wonder Woman non sono io, ma mia madre.
Ok prepariamoci al magico mondo dei giretti di mia madre. Tuta, scarpe comode e si inizia. Sono preparata al peggio, ma quando si tratta dei nostri genitori il peggio non ha mai fine.
«Allora dobbiamo fare un salticino alla Posta, perché così sistemiamo due-tre cosette che ho in sospeso da qualche tempo».

Chiarimenti dovuti:
che vuol dire “salticino alla Posta”? entriamo facciamo una battuta e riusciamo?
perché mia madre con qualche tempo non dice subito qualche anno?

Prima di tutto com’è consuetudine di mia madre, e non certo della sicurezza nazionale, nelle porte scorrevoli della Posta si entra sempre e rigorosamente in “due”. Ovviamente solo lei ci riesce perché nel suo metro e mezzo di italianità è il simbolo della spavalderia. Riuscirebbe a farsi vendere un tappeto persiano in Iran abbassando il prezzo del 98%…non so davvero come faccia.
Ci facciamo coraggio e ci avviciniamo al simbolo del CAOS per eccellenza, la roulette russa color giallo delle Poste Italiane. Ora ne vedremo delle belle.
«Che cosa dobbiamo fare di preciso?»
«Dobbiamo chiudere e riaprire il libretto di risparmio. Quindi io direi che in base al fatto che non c’è scritto nulla di preciso io prenderei 1 bigliettino di tutti i numeri di attesa così il primo che si libera ci andiamo»
Ora capite cosa intendo per “ne vedremo delle belle”, certo devo anche spezzare una lancia a favore di Wonder Woman, perché effettivamente quando si va alla Posta le categorie per i numeri di attesa sono:
– Pacchi
– Servizi Postamat
– Servizi finanziari

Pacchi e servizi Postamat pure pure, ma per Servizi Finanziari che si intende di preciso?
La risposta è tutto il mondo restante, partendo dai francobolli, passando per le bollette, per finire poi con i gratta e vinci e dato che ci stai fai anche una capatina al Posta-Shop. Grazie Poste Italiane per darci sempre perle di saggezza e di ordine pubblico.
Ci sediamo in attesa con i nostri 3 numeri in mano e attendiamo il nostro turno e lì comincia il bello.
Ed ecco che arriva il primo vecchietto. Codino stile Fiorello ai tempi del Karaoke. Trascina uno zainetto da bambino a mo di carrello. Si siede accanto a noi e guarda anche lui i suoi mille numeri in mano.
Lo segue la bella del quartiere. Una signora di circa 70 anni che crede che il suo tempo si sia fermato ai 16, vestita come la Lolita nostrana solo con circa 60 kl in più. Che facciamo allora Lolita non ci proviamo con l’unico cassiere uomo della posta per farci il favore di passare avanti dato che deve fare ancora mille giretti (di nuovo sti giretti, ma che saranno mai sti giretti di cui parlano tutti? Mi devo appuntare di chiedere spiegazioni a mia madre).
«Sa ho solo una piccola bollettina da pagare devo fare per forza tutta questa fila?».

Chi sa spiegarmi cos’è di preciso una “piccola bollettina”? Ci sono quindi bollette grandi e bollette piccole? Quelle che arrivano a me credo siano quelle di mezzo, del tipo 2 la cui reazione è:
apri la cassetta e le trovi lì (primo colpo);
rompi piano la busta e strabuzzi gli occhi (secondo colpo);
afflitta le paghi e via (terzo colpo)

Passano circa 20 minuti e arriva finalmente il nostro turno.
«Carlotta pensaci tu io non ho portato gli occhiali e non ci vedo bene, dimmi solo alla fine dove devo firmare»..
Alzo lo sguardo al cielo. «Mamma ti vorrei solo far notare che quelli che porti sul naso non sono pomodori, ma i tuoi occhiali che dici di aver scordato a casa. Pessima!».
«Dai su non fare storie su su».
Wonder Woman vince sempre non c’è dubbio. Compilo circa 1.234 moduli a nome suo, mentre lei, la signora delle chiacchiere al mio fianco, intrattiene public relation con la cassiera.
Alla fine della mattinata per tutti i moduli che ho compilato mi sono auto convinta di chiamarmi Anna e di avere circa 65 anni. Beh però dai me li porto bene!

Cosa abbiamo capito da questa giornata?
Mai rispondere al telefono di prima mattina senza aver prima sorseggiato una buona tazza di caffè. Solo la caffeina mi da il coraggio di dire a Wonder Woman che i suoi giretti mi preoccupano sempre.
Mai accompagnare tua madre alla Posta con la scusa di sistemare due-tre cosette. Potresti ritrovarti seduta sul lettino di una psicologa a parlare del tuo cambio di persona da Anna a Carlotta.
Ultimo, ma non meno importante, mai accettare un invito a pranzo dai tuoi genitori. Ti ritroveresti a vedere la seimillesima puntata di Beautiful dopo anni di assenza e riconfermare una verità assoluta. Brooke e Ridge sembrano avere ancora 40 anni, continuando a sposarsi tra di loro come se piovesse e soprattutto i chirurghi plastici continuano a fare danni agli zigomi di tutti gli attori.

E anche questa giornata è andata. Passo e chiudo.

Precaria si, ma solo dalle 9 alle 18.
Un giorno ordinario di una precaria alla ricerca.

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