Ciclofficina Time..tempo di biciclette.

Ciclofficina timeE poi ad un certo punto in una giornata qualunque, anzi in un nuovo giorno di una precaria in erba dalle 9 alle 18, succede qualcosa di diverso.
La prima cosa da fare appena ci si alza è prendersi sempre un buon caffè, anche perché le esperienze insegnano che se Wonder Woman ti chiama prima del primo sorso di caffè sei davvero fregata. Dicevo mi alzo e mi dirigo in bagno per sciacquarmi il viso dopo una notte turbolenta – temporale, tuoni, lampi e soprattutto finti rumori di ladri dentro casa – ed ecco davanti a me il dramma di tutte le mattine, o quasi: capelli stile Ivana Spagna nei pieni anni 80. I tuoi capelli prendono vita da soli e vogliono avvicinarsi sempre di più al periodo natalizio diventando un panettone a lievitazione naturale. Ma che ho fatto di male per avere dei capelli così indomabili?
Ok i miei capelli possono aspettare perchè oggi dalle 9 alle 18 ho da fare un po’ di cose importanti. Ricordiamoci sempre che essere precari è un lavoro a tempo pieno. Io cerco di farlo diventare un part-time, ma quello te se attacca addosso e non ti vuole lasciare. Ha vinto una battaglia, non ha vinto l’intera guerra.

Ore 10.00 – Vabbè sistemiamo un po’ di faccende lasciate in sospeso da tempo, direi di iniziare dai documenti per il commercialista in una ventina di minuti dovrei aver finito. In fin dei conti quante scartoffie potranno mai essere.

Ore 11.45 – Ma da quanti anni non sistemavo sta cartella??? Oddio ci saranno almeno 100/200 documenti da protocollare, incartare, pecettare e soprattutto catalogare. Ho persino trovato un documento sanitario di un vaccino fatto…alle elementari. Ok sono andata un po’ troppo indietro con lo scartoffie. Io lo so, lo so. Il mio commercialista mi chiamerà a breve e comincerà a chiedermi tutte le fatture e i documenti chiedendomi vita, morte e miracoli del 2012. “Se vuoi mi siedo come dal medico e tu prendi appunti e ti racconto tutto quello che ho fatto nel 2012”.
Io ci provo tutti gli anni a fare la brava, ma giuro è più forte di me, inizio bene poi mi perdo proprio alla fine. Magari quest’anno sarà buon e non mi chiamerà… vabbè oh uno la speranza non la perde fino alla fine.

ciclofficina timeOre 12.37 – Calmi non demoralizzatevi perché anche oggi, con tanto di diluvio cosmico Wonder Woman ha trovato nella sua rubrica il mio numero di casa. Giuro che dopo che ho finito di sistemare il commercialista disdico trovo il tempo di disdire sto contratto telefonico.
Pronto?
– Ah ci sei bene perché ho provato anche prima e non c’eri.
– Si ero in doccia dimmi tutto
– No, vabbè ma hai visto che tempo diluvia a più non posso, non riesco neanche a stendere le lenzuola. È proprio una giornata da starsene dentro casa. Che fai a pranzo vuoi venire da noi?
Scusa Wonder, ma non hai appena detto che è una giornata da starsene dentro casa e non uscire per il diluvio?
– Ah si certo fai bene, se vuoi venire però guarda che passa tra 10 minuti Noè con la zattera e raccatta un po’ di gente lì in zona, se ti stringi c’entri anche tu. Ok quest’ultima frase è frutto della mia testa però guardando il diluvio dalla finestra poteva essere credibile.
– Wonder ora ti lascio che ho da fare ci sentiamo poi…
Ok missione compiuta, oggi io e Wonder non faremo grossi danni in giro!
Quando una giornata nasce positiva non si deve perdere tempo, si deve trovare la forza e la voglia di poter far tutto e soprattutto si deve trovare il coraggio di dire… Ce la posso fare! Spirito positivo ecco il primo punto per una precaria dalla 9 alle 18. Certo senza esagerare sennò diventa più una farsa che un buon proposito.

La giornata vola e mi reputo più che soddisfatta, ma il bello deve ancora arrivare.

Ore 19.45 – Appuntamento clou della giornata.
Sono agguerrita, mi cotono i capelli quanto basta per non farli abbattere dall’umidità, scarpe comode, tuta e folpetta style. No, non mi sto preparando per andare a correre non sia mai, non si addice alla mia pigrizia sportiva. Super Totta si trasforma, nel piccolo aiutante di Babbo Natale, e ora capirete perché.
Dicevamo ore 19.45 appuntamento a Rione Monti con A in Ciclofficina.
Ora per chi mi conosce, immaginarmi con cacciaviti e chiavi inglesi in mano potrebbe essere davvero uno sbaglio. A non demorde, sa che combino danni a più non posso dentro casa e mi dice sempre NO quando da Leroy Merlin vorrei comprare tutti gli attrezzi del mondo non sapendo minimante il loro utilizzo.
Però una cosa è certa anche se Totta sta alla falegnameria/arti pratiche/muratore/piccolo artigiano, come Linus sta alla positività, A mi fa sempre mettere mano alla cassetta degli attrezzi. Io mi ci impegno giuro e ho anche tutto il kit pratico Ikea per piccoli lavori domestici, ma poi mi scontro contro la dura realtà e cioè Prima faccio, poi medito se lo sto facendo nel verso giusto! Ecco come stanno le cose.
Comunque torniamo a noi.

Ore 19.50 – Primo approccio di A: Oggi sei proprio anni 80 anni. Perfetto l’effetto desiderato… non è riuscito. Forse ho ecceduto con la cotonatura stile Cercasi Susan disperatamente? Devo rivedere qualcosa me sa.
Quando si va in Ciclofficina la prima cosa importante è conoscere i termini giusti sennò che ci si va a fare?
A prendiamo quel coso dove abbiamo messo la bici l’altro giorno? Ricordiamoci che le parole sono molto importanti.
Il piccolo aiutante di Babbo Natale non demorde anche perché qua si lavora sa, mica si pettinano le bambole. Cacchio i capelli mi si saranno cotonati troppo con l’umidità??
Bulloni, viti, chiavi inglesi, pinze, caccia catene, alza la ruota, abbassa la ruota. Una faticaccia inventarsi una bici dal nulla o quasi.

ciclofficina timeOre 20.45 – Secondo approccio di A: Ci serve un dado come questo, ci vai tu? Siiiiiiii
Ho davvero esultato troppo in fretta, immaginate me dentro un barilotto di plastica pieno zeppo di dadi di tutte le forme e dimensioni. E il nostro dado da cercare era davvero piccolo. Avete presente la scena del vecchio film Willy Wonka, quella in cui le lavoranti di una fabbrica sono costrette a scartare centinaia di barrette di cioccolato solo per trovare quella contenente il biglietto d’oro? Ecco diciamo che io il biglietto d’oro alla fine non ce l’avevo, ma la soddisfazione si.

Ore 21.30 – Terzo approccio di A: Cerchiamo una catena che vada bene per la bici.
Ma perché non sono tutte uguali?
A questo punto il viso di A mi ricorda le nostre visite da Leroy Merlin… abbasso lo sguardo, ridendo tra me e me e vado a cercare una catena. Gli aiutanti di Babbo Natale fanno davvero un lavoraccio.

Ore 22.00  – Vita, svita, reggi, alza, abbassa, e alla fine una Ruota Fu! Guardate che sono grosse anzi grossissime soddisfazioni, specie per chi come ma sa che quel dado che ha trovato potrà fare la differenza.
A che dici reggerà? Ti immagini crolla alla prima discesa? ….. vabbè riscaldo un po’ di pizza nel fornetto della ciclofficina meglio mangiarci su...scusate dove la prendete sta pizza?

Ciclofficina time e poi dicono che i giovani di oggi non sanno fare lavori manuali, io mi sto ancora levando il grasso dalle mani!

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