Ciclofficina Time..tempo di biciclette.

Ciclofficina timeE poi ad un certo punto in una giornata qualunque, anzi in un nuovo giorno di una precaria in erba dalle 9 alle 18, succede qualcosa di diverso.
La prima cosa da fare appena ci si alza è prendersi sempre un buon caffè, anche perché le esperienze insegnano che se Wonder Woman ti chiama prima del primo sorso di caffè sei davvero fregata. Dicevo mi alzo e mi dirigo in bagno per sciacquarmi il viso dopo una notte turbolenta – temporale, tuoni, lampi e soprattutto finti rumori di ladri dentro casa – ed ecco davanti a me il dramma di tutte le mattine, o quasi: capelli stile Ivana Spagna nei pieni anni 80. I tuoi capelli prendono vita da soli e vogliono avvicinarsi sempre di più al periodo natalizio diventando un panettone a lievitazione naturale. Ma che ho fatto di male per avere dei capelli così indomabili? Continua a leggere

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Un PortFolio Fotografico di Carlotta Politano (me medesima!)

PortFolio di Carlotta Politano

La fotografia è l’arte di vedere la realtà con obiettività.
Ci sono forme, colori e odori che si possono rappresentare attraverso un mondo ideale.
Quando sento il click della mia Canon mi sento vivere!
Vivo in un mondo fatto di voli pindarici, di sogni, di amici e di ideali
Vivo le emozioni senza freni, amo comunicare attraverso tutte le sue forme.
Urlo, rido e creo anche nello stesso istante, perchè la pazzia per me è uno status ideale!
Mi soffermo spesso a parlare con un pubblico immaginario..ma non sono pazza sono solo me stessa!
Chi pensa che la normalità sia uno status di routine, non sa che la pazzia è uno status di libertà.
Scrivo e creo nel mio spazio privato in soli 70mqdipazzia, dò sfogo a quello che una persona normale alle volte ha paura di dire.
Scrivo per ridere da sola e per far conoscere a volte un mondo ideale..almeno per me!
Ah a proposito mi chiamo Carlotta Politano e nella vita creo dalla mattina alla sera.

7Spose diventa inspirational! Se lo dice Zankyou io ci credo!

Delirium da felicità!  Hai vinto…ho vinto…abbiamo vinto? Ma che cosa abbiamo vinto? Nooooooo non ci posso credere, ma proprio quel concorso lì, quello di Zankyou? Ma non mi dire, ma dimmi un pò, ma a chi l’hai detto?”

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To Rome with Love…e la noia è garantita!

Questa volta mi sono detta che non potevo imporre la mia decisione nella scelta del film e allora serenamente ho detto “andiamo a vedere quello che vuoi!”. Dopo un nano secondo ho pensato “Dò…perchè ho detto così!“. Grosso grossissimo errore, perché tutto mi aspettavo tranne di passare due a parlare di qualunque cosa durante il film tranne che del film. Caro dolce piccolo ingenuo e geniale Woody Allen ti meriti la più grande stroncatura della stagione. Voto in pagella 2 ma solo perché sei tu, se non eri tu stavi NELLA CATEGORIA NON CLASSIFICATI!

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A tavola con Marjane Satrapi, piatto del giorno Pollo alle prugne!

10 anni fa scoprii per caso tra gli scaffali della libreria un fumetto di nome Persepolis di una certa Marjane Satrapi…da allora fu amore allo stato puro!

Sono passati 10 anni e Marjane Satrapi mi ha seguita in traslochi, scatoloni, notti insonni a sfogliare i suoi libri, scoprire con gusto e passione le sue strisce su Internazionale e mi ha acconpagnata nel mio amore verso la cultura araba.

Marjane non è solo una fumettista, per me è un’amica a cui mi rivolgo spesso quando ho bisogno di un sorriso o di un consiglio dalla sua piccola alter-ego, un pò per me tipo Mafalda. Continua a leggere

Metti una settimana a cena Notre Dame de Paris, Caparezza e Franco Battiato

Ti carichi di ogni speranza e devo dire che queste spesso, e anche volentieri direi, sono ben gradite, ben riposte e ben spese. Ripenso ad una settimana ricca di impegni,  soddisfazioni e gratificazioni. Volti nuovi,  suoni di voci nuove e anche immagini nuove. Le immagini di una nuova vita che piano piano prende forma e diventa altro da me, da noi. Ma non voglio divagare perché quello su cui voglio puntare il dito oggi sono tre diverse forme di arte e di musica incontrate questa settimana. Continua a leggere

L’Industriale

Grigio quasi color nebbia, è il colore con cui ci si immagina Torino. Una città tetra e industriale quasi isolata in un contesto lontano. Torino in realtà è una città dalle mille sfaccettature e dai ricordi di un passato da Capitale dello Stato Italiano anzi del regno. Torino è la location adatta per un film come L’Industriale. Una città grigia ed un film altrettanto scuro e difficile. La sopravvivenza di un uomo, Pierfrancesco Favino, che lotta contro l’accanimento delle banche e degli investimenti a lungo e breve termini. Mai film fu più attuale non credete? Dopo mesi che si parla solo di deficit, debiti, banche, spread, PIL e altro ancora L’Industriale ci fa conoscer l’anima tetra di un uomo che non vuole sottostare alle rigide regole del potere, che non permette al lavoro di interporsi nel suo matrimonio, un amore morboso e quasi al limite del paranoico. Favino è un uomo per bene che non vuole aver problemi, ma che cade nella morsa dei debiti e della congestione aziendale. Favino è un marito impeccabile porta fiori alla moglie per solo piacere, che le tiene la mano a cena e la fa sentire desiderata. Favino è un uomo e come tutti gli uomini non può che sbagliare e lo fa nel peggiore dei modi cadendo nel baratro della gelosia, della morbosità e quindi del male. Una fotografia impeccabile, uno sguardo su una Torino assediata dalla precarietà e dalla paura della perdita costante del proprio posto di lavoro. Una Torino che affronta il debito e la paura, ma dietro una grande città c’è sempre un grande uomo. Continua a leggere